Cosmetici Naturali: guida al mondo della cosmesi green - Lumama
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Che cosa è la cosmesi naturale?

Che cosa è la cosmesi naturale?

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Se ne parla molto ma…. cosa sono effettivamente i cosmetici naturali? In questo settore c’è davvero una grande confusione, fra bio, organico, naturale… nelle righe che seguono cercheremo di fare un po’ di chiarezza. Se ti interessa saperne un po’ di più… continua a leggere!

Cosa sono i cosmetici naturali e… cosa è “naturale”?

Decidere cosa è “naturale” e cosa no, è  più difficile di quanto si possa immaginare. Alla domanda “cos’è naturale?” molti risponderanno che qualcosa è naturale se “viene dalla natura“. Eppure questa descrizione non è utile perché il termine natura rimane vago. Se insistessimo un po’, ci verrebbe risposto che naturale vuol dire “non fatto dall’uomo“.

Eppure secondo questa definizione anche il petrolio è “naturale”. Ma alzi la mano chi di voi considererebbe naturale  (e spalmerebbe sul proprio viso) una crema idratante che al primo posto in INCI vede la scritta “Petrolio”.

Un’altra interpretazione identifica naturale con “derivato dalle piante”.  Ora, anche se questa definizione ha l’innegabile vantaggio di eliminare dal discorso petrolio e derivati, presenta un altro problema: esclude anche materie prime che molti considerano naturali. Per esempio: a te verrebbe in mente di considerare un cosmetico non naturale una crema alla bava di lumaca oppure alla cera d’api?

Tra l’altro, sarebbe cosmesi naturali una linea di prodotti a base di piante OGM? Mhm, molti penserebbero di no!

Infine, c’è la questione del natural identico e del natural simile. Nel primo gruppo rientrano quelle sostanze che sono riprodotte in laboratorio identiche alla loro versione naturale. Nel secondo gruppo, quelle che sono derivate da sostanze naturali ma trasformate con processi che non lasciano scorie tossiche. Quali sostanze potrebbero rientrare in un concetto di cosmetica naturale? Quest’ultima idea ci porta al tema del paragrafo successivo.

La chimica è davvero l’anti-natura?

Nonostante la demonizzazione che se ne fa talvolta, la chimica è natura. Tutto è natura, e la chimica è in natura. L’associazione naturale = buono; chimica = cattivo è sbagliata. Se pensi al pane, alla birra, al vino che addirittura mangi e bevi, di certo non ti viene in mente la chimica. Eppure in natura non esistono né il pane, né il vino né la birra ma sono frutto di trasformazioni operate dall’uomo, che  – in maniera oggi più consapevole di un tempo – fa avvenire reazioni chimiche fra elementi per creare qualcosa di buono che fa bene.

cosmetici naturali e chimica

Ugualmente, anche nella cosmesi naturale sono accettate e considerate accettabili delle sostanze chimicamente trasformate, natural identiche o natural simili. Questo perché la natura non produce i tipi di sostanze chimiche che funzionano meglio per risolvere i problemi che i prodotti cosmetici devono risolvere. Ci sono pochi  emulsionanti naturali. Allo stesso modo, non ci sono molti addensanti naturali o conservanti.

Per realizzare cosmetici utili è quasi sempre necessario modificare chimicamente gli ingredienti naturali. In altre parole, anche i cosmetici naturali non possono essere completamente privi di sostanze di sintesi.

Un esempio di cosmetico naturale

Per capire meglio quello che stiamo dicendo, guardiamo l’INCI del siero viso occhi Lumama, un prodotto che non esitiamo a definire 100% naturale.

Cosmesi Naturale: Siero Viso Lumama

Snail Secretion Filtrate, Aloe Vera Leaf Juice, Sodium Hyaluronate, Xanthan Gum, Phenoxyethanol

Il primo ingrediente è la bava di lumaca, che nel siero costituisce il 98% della formula. Il nome è in inglese  e non in latino  perché la bava è stata sottoposta  a un procedimento di microfiltraggio. Così, il cosmetico è stabile e “pulito”, e può essere utilizzato con sicurezza sul viso (e vicino agli occhi!).

Il secondo è il succo delle foglie di Aloe Vera. Anche qui, il nome è in inglese perché il gel estratto a freddo dalle foglie deve essere stabilizzato (con procedimento chimico innocuo) altrimenti si degrada e diventa inutilizzabile.

Passiamo poi al Sodium Hyaluronate. Il nome “chimicoso” nasconde semplicemente il sale  del famoso acido ialuronico. Il sale rispetto all’acido ha molecole più piccole, che gli consentono di penetrare nella pelle mantenendola liscia e idratata. Inoltre il sale in soluzione ha un pH vicino alla neutralità, che consente di inserirlo più facilmente e opportunamente nelle formulazioni cosmetiche. L’effetto è lo stesso sia per il sale dell’acido ialuronato d’origine naturale  sia ottenuto attraverso processi chimici (natural identico).

E lo Xantan Gum? È una sorta di gelificante. L’origine: si ottiene dalla fermentazione controllata dell’amido di mais, attivata con un batterio, lo xanthomonas campestris. Come dicevamo, in natura esistono ben pochi gelificanti adatti ad essere inseriti in prodotti cosmetici. Lo Xantan Gum, ottenuto attraverso processi “chimici” (fermentazione) è adatto ad essere inserito nei cosmetici naturali.

Infine il Il Phenoxyethanol. Anche in questo caso il suo uso non è in contrasto con l’idea di una cosmesi naturale. Infatti, è considerato un ingrediente bio-ecologico da ICEA (Istituto per la Certificazione Etica ed Ambientale) e pertanto ammesso nei cosmetici bio-ecologici. Cosa è? Un antimicrobico, assolutamente necessario alla sicurezza del prodotto cosmetico.

Esiste una definizione “legale” della cosmetica naturale?

No, e questa è la ragione per cui siamo qui a interrogarci sul cosa sia da considerarsi cosmesi naturale! Quello che esiste è una Norma ISO 16128, che stabilisce delle linee guida. La norma non definisce in maniera gli ingredienti (lista) ma solo delle caratteristiche che questi devono avere. E tralascia altri aspetti come la concentrazione; né stabilisce i criteri per una certificazione.

Insomma, la norma non ci dice quali ingredienti sono ammessi e quali no nei cosmetici naturali, né fa riferimento a quantità minime nella formulazione. Nemmeno crea un confine netto fra ingredienti naturali e ingredienti di origine naturale. Tuttavia determina indici quantitativi per la composizione in ingredienti naturali e biologici del prodotto finito: insomma la la norma permette almeno di calcolare un “naturalindex” del prodotto.

Certificazione dei cosmetici naturali

Alla mancanza di un parametro regolatore  nazionale o internazionale sopperiscono gli enti certificatori. Di sicuro avrai sentito parlare di Natrue Cosmos (che riunisce  riunisce  ICEA, EcoCert, International Organic and Natural Cosmetics,Cosmetique BIO, Soil Association Organic).

Cosmos ha stabilito degli standard per la certificazione del cosmetico naturale che riguardano le percentuali di prodotti di origine naturale rispetto al totale della formula, l’elenco degli ingredienti che devono essere di origine biologica perché un cosmetico poss essere certificato naturale, le regole di imballaggio e stoccaggio. Anche Natrue ha fatto un lavoro abbastanza preciso di identificazione delle materie prime ammesse dei cosmetici naturali.

Come riconoscere i cosmetici naturali

In assenza di regolamentazione  e certificazione, i produttori di cosmetici naturali così come i loro acquirenti devono rifarsi a una serie di parametri standard che riguardano:

  • le materie prime: la percentuale di elementi naturali o di origine naturale (vegetali e animali: oli e burri vegetali, cere, bava di lumaca, etc)  contenuti nel prodotto cosmetico;
  • la trasformazione chimica minima ed accettabile delle materie prime: come abbiamo detto è evidente che un prodotto cosmetico, sebbene naturale, non può essere esente da trasformazioni chimiche. Altrimenti sarebbe instabile, facile a deteriorarsi, pieno di batteri muffe e spore. Le sostanze di sintesi sono necessarie per purificare, addensare, emulsionare, conservare. Ma esistono molecole di sintesi ecosostenibili e biodegrabili a cui l’industria cosmetica naturale deve e può ricorrere (vedi sopra INCI del siero viso, per esempio);
  • assenza di alcuni ingredienti, come i parabeni  (sull’etichetta, occhio alle parole che terminano per -ben e -bene); i siliconi (-one e -xane in etichetta). Inoltre nessun cosmetico naturale o green può contenere e materie prime identificate dalle sigle TEA, MIPA, EDTA, MEA.

Cosmesi naturale e sostenibilità

Evidentemente non si può separare il concetto di prodotto cosmetico naturale da quello di sostenibilità. Sarebbe contrario ad ogni logica, rispettivamente per il produttore e per il consumatore, produrre e cercare cosmesi naturale nell’assoluta indifferenza per gli aspetti di impatto ambientale.

cosmetici naturali e sostenibilità

Così l’industria cosmetica naturale per definirsi (ed essere riconosciuta) come tale deve attenersi a dei parametri generalmente “green”:

  • packaging a basso impatto, a base di materiali riciclati o riciclabili;
  • filiera corta, dalla produzione alla distribuzione;
  • basso impatto della produzione sull’ambiente: per esempio, nel caso dei cosmetici a base di bava di lumaca, questo vuol dire metodiche di estrazione dolci, che non abbreviano né abbrutiscono  il naturale ciclo di vita degli animali .

Invece non ha più molto senso la dicitura “non testato sugli animali” perché dal 2004 l’Unione Europea ha vietato il test dei prodotti finiti sugli animali. Dal 2013 il divieto si è esteso anche ai singoli ingredienti. Insomma,  chi compra in Europa è scuro di comprare prodotti non testati su animali in nessuna fase produttiva.

Insomma, quando stai cercando un cosmetico naturale occhio (come sempre) all’etichetta e alla trasparenza dell’azienda in merito a processi produttivi e filiera distributiva. Dopo di che… buona skincare naturale!